Il Percorso Rosso
I sentieri della libertà nelle valli monregalesi
Il percorso rosso “I sentieri della libertà in Valle Josina, Pesio, Ellero, Maudagna e Corsaglia” è legato alla documentazione locale, relativa alle vicende della guerra di resistenza armata 1943-1945. Esso propone il diretto contatto con materiali originali di grande rilevanza documentale e, spesso, di notevole suggestione emotiva.
Planimetria PercorsoSala 1

Cartina delle valli monregalesi. Valle Corsaglia, Valle Maudagna, Valle Ellero, Valle Pesio, Valle Josina

Inverno 1943-1944. Valle Pesio Certosa. Tonj Bertoldo e Aldo Viglione. La fotografia venne scattata a Certosa

Marzo 1944. Valle Pesio: San Bartolomeo. Nella fotografia, da sinistra verso destra e dall’alto verso il basso, si riconoscono: Angelo Spadotto, Tommaso Pellegrino, Bertolito Revelli, Michele Fissolo, Giuseppe Gay, Michele Comino, Bruno Zat. In piedi, Guido Altare, Aldo “il carabiniere”; al volante Mario Santi ed al suo fianco Quinto Brignone. Sulla motocicletta, con il mitra in pugno, Pietro Caviglia e, alla guida, Gege Oderda

Settembre 1944. Valle Ellero: Prea. Da sinistra, in piedi: Guido Ferreri, Giulio Madruzza, Giovanni Griseri, Gino Baracco, Don Bruno, “Gino” Mellano, Gregorio Bartolomeo, Angelo Ferrua. Accosciati: Giovanni Terreno, Giuseppe Magliano, Bruno Giannardi e Osvaldo Gasco.

Valle Ellero: Baracco. Da sinistra: Mario Donadei, Beppe Milano, Don Bruno, Giovenale Giaccardi e Giuseppe Chionetti che svolgeva il ruolo di autista del comando.

13 agosto 1944. Demonte, in Valle Stura. Convegno dei comandanti delle formazioni autonome, “Mauri”, “Giustizia e Libertà” e “Valle Pesio”. Da sinistra: Dante Livio Bianco, Alberto Marenco di Moriondo, Aldo Sacchetti, Neville Darewsky, Piero Cosa, Bruno Leoni, Carlo Olivero, Enrico Martini “Mauri”, Renato Testori, Guido Garzone, Walter Cullari, Nuto Revelli, Ettore Rosa.

Estate 1944. Una immagine della missione alleata inglese in posa accanto ad una cappelletta devozionale.

Barella utilizzata per portare partigiani feriti o deceduti sulle montagne
Sala 2

Autunno 1944. Valle Ellero: Monte Calvario. Un gruppo di partigiani chiusani in posa accanto all’antenna radio del monte Calvario con alcuni famigliari che li hanno raggiunti in visita: da sinistra Tommaso Peirone, la sorella di Pierino Pelluttiero che è alla sua sinistra, la staffetta Dardanelli , Canavese ed Emanuele Cravero

Valle Ellero: Pian della Tura. Sei partigiani recuperano il paracadute ed il contenitore dei materiali di un avio-rifornimento ad opera degli Alleati

8 dicembre 1944. Valle Ellero. Don Giuseppe Bruno confessa Pierino Giraudo

29 aprile 1945. Chiusa Pesio. L’arrivo dei partigiani, salutati dalla folla, sulla piazza principale (fotografia di Bernardino Cometto)

Aprile 1944. Chiusa di Pesio.I partigiani sfilano per le vie dell’abitato. Al centro il comandante Piero Cosa, alla sua destra, con il cappello, Giacinto De Caroli, e all’estremità della fila Dino Giacosa. Dietro si riconosce Toni Bertoldo

Giugno 1945. Un caduto a Pian Marchisa, rinvenuto dai pastori allo sciogliersi della neve. Una mano pietosa ha deposto accanto al corpo un mazzo di fiori colto in tutta probabilità nei pressi del luogo

Giugno 1945. Sepoltura provvisoria al rifugio Mondovì del partigiano russo Ivan Abaschin caduto il 15 dicembre 1944. Accanto alla tomba Don Bruno

Liberazione e mesi successivi. Dario Capellini con accanto, alla sua sinistra, la madre di Mario Ferrua e, oltre, Giuseppe Ferrando. Alle loro spalle il giovane Natalino Enrici e Secondo Valpreda

Maggio 1945. Valle Pesio. Si festeggia la Liberazione. Si riconoscono in piedi: Piero Cosa, Dino Giacosa e Niki Bossa, Oberdan Rivaroli, Dario Capellini e Beppe Tosello con le mani in tasca. Al tavolo siedono militari Alleati

Contenitori utilizzati per gli aviolanci di aiuti ai partigiani ad opera degli Alleati

Altarino da campo, appartenuto a Don Giuseppe Bruno, con cui celebrava la messa presso i vari distaccamenti partigiani

Macchina fotografica con cui Don Bruno documentava momenti di vita partigiana nelle Valli Monregalesi
Sala 3

Aprile 1944. Porta Sestrera. Edo Cavallera, in piedi, e Mario Amerio mentre mette in funzione la radio, ritratti nei giorni della cosiddetta “Battaglia di Pasqua”. La fotografia, caduta in mano ai fascisti, venne ritrovata dopo la Liberazione tra le carte della Questura di Cuneo

Estate 1944. Santuario di Santa Lucia, in Valle Ellero, nel quale si trovava la tipografia clandestina dove veniva stampata “Rinascita d’Italia”

Autunno 1944: Valle Pesio Il cimiterino partigiano di Pian delle Gorre

Le riproduzioni di alcune edizioni di “Rinascita d’Italia”

Metà del giubbotto indossato da Gino Mellano nella notte in cui fu ferito a morte – ore 24 circa del 3 marzo 1945- durante l’attacco al presidio fascista di Roccaforte Mondovì, dove venivano interrogati e torturati i prigionieri politici

La “pedalina”, piccola macchina tipografica acquistata da Don Giuseppe Bruno, con cui veniva stampato il periodico clandestino “Rinascita d’Italia” e il materiale di propaganda partigiana

Radio militare d’origine francese con cui le formazioni partigiane tentavano di tenersi in contatto e di coordinarsi con gli Alleati

Cappio rinvenuto sul corpo di Ignazio Vian, comandante partigiano. Catturato, fu impiccato a Torino in Corso Vinzaglio il 22 luglio 1944. Terminata la guerra il suo corpo, con il cappio al collo, fu rinvenuto da Don Giuseppe Bruno in una fossa comune e successivamente sepolto nel Sacrario Cimitero partigiano di Certosa di Pesio
Passa al Percorso Giallo
Esplora l'inquadramento storico generale sul Novecento.


